Le rose di Roma

Le città cambiano forma, si stratificano, sedimentano, riadattano alcuni angoli alle esigenze del presente, cercando di conservarne intatti altri da consegnare alla storia. C’è un angolo di Roma che pur non sottraendosi agli inevitabili mutamenti del tempo, è cambiato solo per tornare ciò che era, come se per quello e solo per quello fosse stato creato. In questo angolo di Roma che prende un ettaro sul versante orientale del colle dell’Aventino, si dice che già nel III secolo a.C vi fosse un tempio dove dal 28 di aprile ai primi di maggio si tenevano i Floralia, festeggiamenti in onore alla … Continua a leggere Le rose di Roma

Mafia Capitale, niente di nuovo

“Sapete quando è finita Mani Pulite? Quando abbiamo iniziato ad interessarci della corruzione dei cittadini comuni.” (Gherardo Colombo) La mafia Capitale era sconosciuta solo ai ciechi, gli stessi che adesso minimizzano nel tentativo di derubricare i mafiosi in cravattari. La mafia a Roma è mafia e l’aggettivazione “capitale” è una necessità tutta giornalistica. E’ mafia perchè utilizza metodi mafiosi, perchè fa affari con altri clan presenti sul territorio, ma sopratutto perchè ha due facce a disposizione per ogni evenienza, quella da usare per insinuarsi negli uffici che contano, per rilevare attività economiche e riciclare i soldi sporchi e quella che per … Continua a leggere Mafia Capitale, niente di nuovo

Il proprio posto

In queste settimane di Leopolde, piazze e manganellate, di sinistre divise, sassate, false dimissioni, nuovi annunci e probabili alleanze, di gente che cerca un posto e di chi il posto ha paura di perderlo, mi sono occupato del parcheggio sotto casa. Immaginatevi tre palazzi, una scuola e una ditta di allarmi chiusa. Il tutto contenuto in una strada privata di una trentina di metri sulla Casilina. La scuola è di recente costruzione, ma il resto fa parte di quella corrente edilizia tutta italiana, molto in voga negli anni Settanta, che prese il nome di “abbuffinaggio”, che consisteva nella ricerca di … Continua a leggere Il proprio posto

Il lupo nero è morto e non di fame

SIGNOR CAPITANO, COME CITTADINO ITALIANO, NON POSSO COMPIACERMI CERTAMENTE DI UNA SENTENZA INSENSATA. MA SICCOME INSENSATO ERA IL PROCESSO, PENSO CHE ANCHE LEI SE NE POSSA CONTENTARE. DA VECCHIO SOLDATO, E SIA PURE DI UN ESERCITO MOLTO DIVERSO DAL SUO, SO BENISSIMO CHE LEI NON POTEVA FARE NULLA DI DIVERSO DA CIO’ CHE HA FATTO, ANCHE SE CIO’ CHE HA FATTO E’  COSTATA LA VITA A DUE MIEI VECCHI E CARI AMICI: MONTEZEMOLO E DE GRENET, ED ANCHE SE, NEL MOMENTO IN CUI LEI LO FACEVA, IO MI TROVAVO PRIGIONIERO DEI TEDESCHI NEL CARCERE DI S. VITTORE A MILANO, DOVE … Continua a leggere Il lupo nero è morto e non di fame